Storia

 

La Storia di Monte-Carlo

Fin dalle epoche più antiche della preistoria e dall’antichità, la Rocca di Monaco ed il suo porto naturale servono da rifugio alle popolazioni primitive, poi ai navigatori che arrivano dall’Oriente.

 

Da sette secoli, la famiglia dei Grimaldi presiede ai destini del Principato di Monaco. Questa longevità dinastica eccezionale illustra l’unità nazionale tra i Principi e il popolo monegasco.

 

Tradizioni religiose e tradizioni profane si perpetuano. Talvolta s’intrecciano, e le cerimonie rituali si trasformano in feste popolari. Le tradizioni religiose sono tuttavia più profondamente radicate nella memoria collettiva dei Monegaschi. Fanno parte integrante ed esclusiva del loro patrimonio socioculturale e morale. Inoltre, malgrado l’esiguità del suo territorio, il Principato di Monaco possiede un patrimonio architettonico molto ricco e vario.

 

Stato indipendente e sovrano, il Principato di Monaco confina con il territorio di diversi comuni del dipartimento francese delle Alpes-Maritimes (da ovest ad est, Cap d’Ail, La Turbie, Beausoleil e Roquebrune Cap-Martin) e si affaccia sul Mediterraneo.

 

La sua superficie è di 195 ettari, quasi 40 dei quali sono stati conquistati al mare nel corso degli ultimi 20 anni . Si estende su una stretta banda costiera che si innalza talvolta quasi in verticale e culmina a 163 metri. La sua larghezza varia da 1.050 metri a soltanto 350. Costeggia il mare su 4.100 metri. Il Principato comprende un solo comune, Monaco, i cui limiti si sovrappongono a quelli dello Stato. Il clima è mite l’inverno e caldo senza eccesso l’estate . La temperatura media dell’anno è di 16°31 ed il Principato è eccezionalmente soleggiato .

 

Il francese è la lingua ufficiale, ma l’italiano e l’inglese sono altrettanto comunemente compresi e parlati. La lingua monegasca è usata dagli «anziani» ed insegnata ai più giovani nelle scuole del Principato.

 

Monaco è peraltro una città internazionale:  sono rappresentate 125 nazionalità, il 40 % dei residenti sono francesi, 17 % italiani e 5 % britannici.

 

A contare dal 1°gennaio 1999, l’euro è stato introdotto in territorio monegasco e dal 1°gennaio 2002 monete e banconote in euro hanno corso legale nel Principato.

 

Dalle origini al XIII secolo

 

Fin dalle più antiche epoche della preistoria e dalla più lontana antichità , la Rocca di Monaco ed il suo porto naturale servirono da rifugio alle popolazioni primitive, poi ai navigatori in arrivo dall’Oriente.
Nel VI secolo a.C., la regione è abitata da una tribù ligure che avrebbe dato il suo nome Monaco.
Dopo i Fenici, dal II secolo a.C. fino al V secolo della nostra era, i Romani si insediano nella regione. Si servono della rada di Monaco, che prende il nome di Portus Herculis Monoeci (Port Hercule).

 

Dall’inizio del VI secolo alla fine del X, la regione subisce numerose invasioni, e soltanto nel 975 il Conte di Provenza riesce a respingere i Saraceni, segnando così l’inizio di un’epoca nuova.
Nel 1162, Genova vede riconosciuta dall’imperatore Federico Barbarossa la sua autorità sulla costa ligure, da Porto Venere fino a Monaco. Nel 1191, l’imperatore Enrico IV concede infine a Genova la Rocca di Monaco, il suo porto e le terre adiacenti. I Genovesi insediano una colonia sulla Rocca e vi costruiscono una fortezza (1215), che diventa un posto di frontiera all’ovest della Repubblica.

 

Una dinastia di 700 anni

 

Nel 1270, una guerra civile a Genova mette di fronte i Guelfi, partigiani del Papa, ed i Ghibellini, partigiani dell’imperatore romano germanico. In seguito ad una vittoria di questi ultimi, numerose famiglie guelfe sono esiliate, tra cui quella dei Grimaldi. Questa potente famiglia di patrizi genovesi, con la sua perseveranza, riuscirà a sfuggire ai tranelli della Storia e metterà le sue radici sulla Rocca di Monaco alla svolta dell’epoca medievale,

 

Dal XIII al XIX seclo

 

Per reazione contro l’esilio imposto ai Guelfi, il castello di Monaco viene preso con un’azione a sorpresa, l’ 8 gennaio 1297, da alcuni membri della famiglia Grimaldi, sotto la guida di Francesco, detto “Malizia”.

 

Carlo Grimaldi, capo dei Guelfi, occupa la Rocca il 12 settembre 1331, ma prenderà in titolo di «Signore di Monaco» solo nel 1342.

 

Nel 1346 e nel 1355, i Grimaldi acquisiscono le Signorie e i feudi di Mentone e Roquebrune. Queste signorie, con quella di Monaco, costituiranno il territorio del Principato fino al 1861.

 

Prima di morire nel 1454, Jean 1° prende delle disposizioni testamentarie fondamentali, che rappresenteranno, per cinque secoli, la base del regolamento di successione nella Casata di Monaco. Stabilisce che la successione si faccia per discendenti maschi, in ordine di progenitura; soltanto a difetto di maschi, le femmine sarebbero chiamate alla successione, a condizione che i loro discendenti prendano il nome e le armi dei Grimaldi.

 

Nel corso del XV secolo, la Signoria viene riconosciuta, in particolare dal Duca di Savoia, e nel 1512 dal Re di Francia: sparisce così ogni legame feudale nei confronti di Genova. Lambert Grimaldi, che esercita il potere sovrano a Monaco dal 1458 al 1494, è consigliere e ciambellano del re di Francia Carlo VIII; questi rapporti privilegiati al più alto livello dello Stato sono un prolungamento dell’azione di Rainier I e Charles I.

 

Le alleanze condurranno i Signori di Monaco ad essere vicini alla Francia, a lottare contro Napoli, a mettersi sotto la protezione della Spagna dal 1524 al 1641, prima che, con il trattato di Péronne (1641), Luigi XIII, re di Francia, riconduca definitivamente il Principato nel girone della Francia.

 

Fu la cancelleria spagnola a riconoscere, nel 1633, il titolo di Principe di Monaco adottato, fin dal 1612, da Honoré II nella formulazione dei suoi atti notarili. Il trattato di Péronne pronuncia l’attribuzione dei feudi del Valentinois, di Carladès, dei Baux, di Saint-Rémy, al Principe Honoré II ed a suo figlio. Louis I° promulga, in dicembre 1678, gli statuti giuridici del Principato o “Code Louis” . L’annessione nel 1793 di “Fort d’Hercule” alla Francia non durerà, i diritti e prerogative dei Principi verranno riconfermati dal trattato di Parigi del 1814.

 

Dal XIX secolo ai giorni nostri

 

Charles III concede alla Francia i suoi diritti su Mentone e Roquebrune con il trattato del 2 febbraio 1861, una clausola del quale prevede la creazione di un’unione doganale tra i due Stati. Questa sarà conclusa nel 1865.
La Société des Bains de Mer viene creata nel 1856, e così il Casinò . Diversi hotel sono costruiti sulla piattaforma delle Spélugues, alla quale nel 1866 viene dato il nome di Monte-Carlo (Mont-Charles, dal nome del Principe regnante).
Suo figlio, il Principe Albert I, soprannominato il «Principe navigatore« o il «Principe scienziato» pemette alle scienze della vita di compiere grandi progressi, all’alba del XX secolo.

 

Fonda a Monaco, nel 1910, il celebre Museo Oceanografico, che lascerà in eredità, per testamento, all’Istituto Oceanografico da lui creato a Parigi. Nel 1911, dona a Monaco un’organizzazione costituzionale. L’Istituto di Paleontologia Umana, dedicato anzitutto alla ricerca, viene inaugurato a Parigi nel 1920.

 

Nel 1922, gli succede il Principe Louis II. Sotto il suo regno viene creata, nel 1933, la «Commissione medico-giuridica di Monaco» che abbozza le basi delle Convenzioni di Ginevra del 1949. Nel frattempo, l’8 luglio 1948, il Principato aderisce all’ Organizzazione Mondiale della Sanità .

 

Nel 1949, sale al trono il Principe Ranieri III . Il suo regno è uno di quelli che hanno maggiormente trasformato il Principato. Intensifica e diversifica le azioni intraprese durante i tre regni precedenti, sia in campo politico, diplomatico, internazionale, economico e sociale, sia nei settori dell’educazione e dello sport, della salute, della scienza, della cultura e della comunicazione, Gli conferisce inoltre una dimensione industriale. Il 17 dicembre 1962, dota il Principato di una nuova Costituzione.

 

Nel 1993, ottiene l’ammissione di Monaco come Stato membro della Nazioni Unite.
Il 5 ottobre 2004, dopo una procedura durata sei anni, il Principato di Monaco aderisce al Consiglio d’Europa come 46° Stato membro dell’Organizzazione. Nel corso della cerimonia ufficiale a Strasburgo, il Principe Alberto dichiara tra l’altro, a nome del Principe Ranieri suo padre : «L’ammissione del Principato di Monaco al Consiglio d’Europa è per me, come per tutti i miei compatrioti, motivo di legittima soddisfazione e d’orgoglio. Sono felice che Monaco venga accolto in seno ad un’Organizzazione animata da così nobili aspirazioni, e ricca della diversità dei popoli che essa rappresenta».

 

 

 

 

 

Tuffatevi nella leggenda Monte-Carlo SBM
Dalla nascita del mito a oggi, 
scoprite sul sito Monte-Carlo Legend

la grande storia di Monte-Carlo e la sua prestigiosa eredità!