Carla Bruni “French Touch” in concerto all’Opera Garnier il 29 novembre 2017

 
 

 

« Ha mai pensato a cantare in inglese? ». È stato nella primavera del 2014, dopo un concerto appena tenuto a Los Angeles, che David Foster, compositore, arrangiatore e produttore ricompensato con ben 16 Grammy Awards®, ha innocentemente posto questa domanda a Carla Bruni. Cantare in inglese? Sì, Carla Bruni l’aveva già fatto in occasione del suo secondo album, No Promises (2005), mettendo in musica i versi di Dorothy Parker e di altre poetesse anglosassoni dall’aura romantica. Per la nostra songwriter, la domanda pareva vertere piuttosto sulla sua legittimità a esprimersi nella lingua di Lou Reed. David Foster, che all’epoca era anche presidente della Verve – l’etichetta americana della cantante francese – ha allora insistito e le ha proposto di registrare un album di cover. Dopo una lunga esitazione, Carla Bruni ha accettato. Un compito che oltre a rappresentare una sfida,  si è dimostrato essere anche una prova di bravura. Se con il termine French Touch si descrive genericamente la musica elettronica parigina degli anni 2000, il termine ha anche un’accezione più ampia : si tratta di un’eleganza non forzata, di una sensualità leggera, di un certo «non so che ». E sul suo nuovo album, anche nei più canonici degli inni pop americani – canzoni che sembrano altrettanto lontane dalla Francia che dal Sunset Strip – quell’atmosfera caratteristica appare chiaramente. Certo, l’arrangiamento di Foster ha secondo Carla Bruni contribuito alla sua musica con « qualcosa di grandioso». Melodiche a piacimento, calorose ma minimaliste e spesso colme di malizia, queste cover hanno saputo conservare il fascino universale degli originali, apportando un tocco di sensualità, quasi come se Carla Bruni e David Foster ne fossero stati gli autori originari. L’album che scopriamo oggi resta straordinariamente fedele ai suoi propositi. Fin dalla canzone d’apertura, « Enjoy the Silence » (1990), che si ricorderà interpretata dai synth dei Depeche Mode, qui rivisitata come se fosse una folksong, alla cover del quartetto svedese Abba « The Winner Takes It All » (1980), in cui ravviva le brillanti armoniche della sua cantilena estremamente melanconica con uno strato di disco, ognuna di queste «madeleine di Proust» ha pienamente accolto l’impronta della musicista. La libertà concessale l’ha indotta a rivisitare il classico dei Rolling Stones, « Miss you » (1978) con una vena disco latino-italiana ravvivata da una chitarra flamenca e da corde orientalizzanti, o di affrontare il successo « Jimmy Jazz » (1979) dei Clash come se fosse una marcia. ll resto dell’album French Touch, la cui uscita è prevista per il 6 ottobre prossimo, comprende classici del rock, (tra cui « Perfect Day » di Lou Reed) così come vecchi standard (« Moon River », « Love Hurts », « Crazy »), ma tutti questi pezzi condividono una qualità, come la stessa Carla Bruni descrive con assoluta precisione: « l’intimità ». Carla Bruni sarà di ritorno sulla scena dell’Opéra Garnier Monte-Carlo – dove si era già esibita nel 2013 – il 29 novembre prossimo. 

 

Ulteriori informazioni su www.carlabruni.com

  

Carla Bruni – “French Touch” – Mercoledi 29 novembre 2017

Opéra Garnier Monte-Carlo

 

Concerto con posti a sedere

Prezzo:  a partire da 70 € 

Apertura al pubblico : 20:00

Inizio del concerto : 20:30

Abbigliamento corretto

 

Informazioni / Prenotazioni :

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Tel : +377 98 06 41 59  

Email : 

Web : sbm.to/BHm1lN

 

 

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